Scroll to top
© 2022, Don Egidio Todeschini - Web Design Dan Romeo

Il "nuovo ordine" del mondo

25 Aprile 2026 // di don Egidio Todeschini

Virgilio, il poeta latino dell’Eneide, aveva intravisto il “nuovo ordine” nella pace di Augusto. Alla fine della lunga guerra civile che lo aveva visto scontrarsi con Marco Antonio e Cleopatra, Augusto aveva capito che non bastava essere vincitore, occorreva un nuovo ordine ed essere riconosciuto come guida universale. Ma era un ordine (la pax romana) fondato sulla forza. “Tu, Romano, ricordati di governare i popoli con il potere. Questa sarà la tua arte: imporre la legge alla pace, risparmiare i sottomessi e debellare i superbi” (Eneide VI, Anchise a Enea).

Anche oggi c’è chi vorrebbe creare un nuovo ordine ridisegnando la mappa geografica secondo zone di influenza di alcune “grandi potenze” come Stati Uniti, Cina e Russia. E qui si dimenticano Paesi importanti come l’India, con una popolazione che ha superato quella della Cina, interi continenti come l’Africa, l’America Latina, l’Europa, i Paesi arabi, o nazioni altamente sviluppate per scienza e tecnologia, come Giappone o Germania. Ma tutto è sempre dettato da criteri economici: il possesso di materie prime, di fonti energetiche, che portano a curare interessi propri a scapito dei più deboli.

Oltre ai tre attori principali (Stati Uniti d’America, che si ritengono i “guardiani del mondo”; la Cina, che l’ha invaso silenziosamente e non solo con i suoi prodotti a basso costo; la Russia, già immensa per territorio, nostalgica della grandezza dell’impero zarista), sulla scena del mondo ve ne sono altri meno noti ma obbedienti alle stesse logiche di potere. Il ricorso alla forza è considerato normale mezzo per dimostrare di avere ragione: da qui le guerre di aggressione o di difesa, che portano rovina e morte, ma favoriscono gli interessi di chi produce o commercia armi, di chi trae vantaggio dalle ricostruzioni.

Tutto questo sarebbe il nuovo ordine del mondo? O non piuttosto un nuovo disordine? E se i cristiani invocano la pace, su quali motivi di speranza possono contare? E quale è per loro il nuovo ordine per il mondo?

La risposta sta nella “buona novella” del Vangelo che va annunciato ovunque e in ogni tempo, con pazienza e senza stancarsi mai. Che va annunciato sempre nuovo in ogni condizione storica: è il nuovo ordine fondato sui valori dell’amore, del servizio, della fratellanza fra gli individui e tra i popoli, del perdono e della misericordia. Anche oggi il Vangelo è novità di vita, nonostante appaia inutile in certe società, compresa quella europea, la quale, dopo essere stata lungo i secoli portatrice di valori cristiani, sembra oggi averli dimenticati, in nome della laicità, della scienza e del progresso. Senza dimenticare che per i cristiani “mai la guerra è santa, solo la pace è santa perché voluta da Dio” (Papa Leone).

Ci consola inoltre il fatto che nel mondo il Vangelo prosegue nel suo annuncio accolto e vissuto. È una bella novità la sua diffusione in Africa, Asia, America Latina e più segretamente in Paesi ostili come in Cina, India, Vietnam, Paesi arabi. Segnali incoraggianti ci sono anche in Europa e Nord America: adulti che chiedono il battesimo, vite spese nella carità, nel volontariato, nella ricerca della pace nella giustizia, nella difesa dei deboli, nella promozione della persona umana.

La Chiesa, intesa come comunità di cristiani, presente ovunque nel mondo, è la novità perenne di fronte alle mutazioni politiche, economiche e militari dei poteri forti che pretendono di cambiare la società nella illusione di dominare la storia.

Related posts