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Un mondo ipocrita

UN MONDO IPOCRITA

14 Ottobre 2023 // di don Egidio Todeschini

Sono morte nell’oceano Atlantico 5 persone ricche che erano a bordo di un sommergibile. Sono morte nel mare Mediterraneo migliaia di persone povere che erano state accalcate su carcasse del mare.

I ricchi stavano facendo un viaggio turistico al costo di 250.000 dollari a testa. I poveri si erano indebitati di migliaia di euro per imbarcarsi nel tentativo di sfuggire alla miseria e alle violenze.

Dieci navi e diversi sottomarini hanno cercato i 5 turisti in fondo all’oceano. Per le migliaia di poveri si attende che eventualmente il mare restituisca i corpi.

Non è vero che la morte è una livella che pareggia tutte le erbe del campo. Prima di morire per alcuni si tenta l’impossibile, per altri invece si può ritardare i soccorsi o persino voltarsi dall’altra parte, facendo finta di non vedere.

Anche il racconto del tempo dei morti può essere assai diverso. C’è l’attesa speranzosa che diventa come la trama di un film famoso e c’è la tragedia che a caldo può commuovere per ricadere subito dopo nell’oblio e riemergere al prossimo naufragio.

Sicuramente deversi saranno i funerali: per alcuni non ci saranno le esequie perché non ci saranno fisicamente neppure i corpi, di quelli ricchi si verrà a sapere tutto.

Anche i lasciti e le successioni ereditarie non saranno simili per le famiglie dei 5 e delle altre migliaia.

Infine ci siamo noi, spettatori dal molo televisivo, magari un poco invidiosi dei grandi ricchi che si possono permettere viaggi sul fondo degli oceani o nello spazio, piuttosto indifferenti invece verso i tanti poveri che muoiono o rischiano di morire per cercare una vita più degna di essere vissuta.

Siamo così irragionevoli che vogliamo andare a curiosare negli abissi dell’oceano e non siamo capaci di colmare gli abissi dell’ingiustizia.

C’è un’umanità che si è persa e che dovremmo andare a ricuperare.

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